Il Disegno Onirico

Il Disegno Onirico Il Disegno Onirico è una tecnica proiettiva con la quale si possono esprimere contenuti ed espressioni del mondo interiore. Unisce le ricerche di André Breton (1896-1966), dei Surrealisti e della Scuola di Psicologia argentina dei professori Bermolen-Dal Porto con le interpretazioni classiche del disegno di Pulver e delle Teorie dei colori, che accomunano tutte le immagini tracciate dall’uomo sin dai tempi più remoti. La storia personale di ogni individuo conserva nella memoria emotiva ricordi, pensieri, condizionamenti, aspirazioni, desideri accumulati nel tempo, retaggio della storia familiare e genealogica; con il Disegno Onirico le forme, i colori e i simboli diventano la voce con cui il soggetto, superando il pensiero razionale, può svelare a se stesso parti “sopite”. I metodi grafoproiettivi sono così chiamati perché sollecitano il soggetto a proiettare il suo “sentire” sul foglio. La tecnica del Disegno Onirico, che utilizza anche gli elementi del linguaggio simbolico dei sogni, come tutti i metodi proiettivi, rispetta le principali funzioni del disegno:
  • Narrativa = il soggetto narra di sé (narrazione di un vissuto) in modo grafo-pittorico;
  • Rappresentativa = il soggetto riproduce la realtà per come la vive nel “qui e ora”;
  • Proiettiva = il soggetto proietta la propria “visione” dell’accaduto;
  • Terapeutica = il soggetto trasferisce la riproduzione del motivo del proprio conflitto interiore all’esterno come segno grafico, come visione, elaborazione ed in ultimo con valore catartico.
Nel Disegno Onirico l’arte, l’antropologia, la pedagogia, la psicologia si fondono in una tecnica, che attraverso le arti visive, plastiche, musicali, teatrali, corporee, stimola la parte creativa della persona. Per mezzo  degli automatismi e indipendentemente dal controllo della persona, emerge l’espressione diretta della propria interiorità. La persona si esprime con il segno grafico e i colori liberamente, senza la preoccupazione di rientrare in categorie estetiche codificate, mettendo in luce la dimensione individuale, archetipica, collettiva con spontaneità. Il metodo del Disegno Onirico comprende l’elaborazione dinamica di una griglia di lettura dello spazio grafico, la cui applicazione non può prescindere dalla sua conoscenza. Negli anni settanta i professori Alberto Bermolen e Maria Grazia Dal Porto, insieme al pittore argentino Abel Luis Raggio, artista post-realista, hanno studiato il disegno simbolico e approfondito i concetti del Disegno Onirico, sperimentandolo come tecnica proiettiva. Di formazione psicoanalitica della scuola junghiana e, in seguito, docenti del dipartimento di Antropologia dell’Università J.F.Kennedy di Buenos Aires, Bermolen e Dal Porto hanno portato il loro prezioso contributo anche in Italia, dove insegnarono e divulgarono la tecnica del Disegno Onirico, formando professionisti che ad oggi utilizzano tale tecnica nella relazione d’aiuto.